INQUILINO DECEDUTO; GLI EREDI O IL CONIUGE SONO TENUTI A SUBENTRARE NEL CONTRATTO DI LOCAZIONE?


HO DATO IN AFFITTO UN APPARTAMENTO A UN INQUILINO CHE ORA È DECEDUTO; GLI EREDI O IL CONIUGE NON INTESTATARIO DI CONTRATTO SONO TENUTI A SUBENTRARE NEL CONTRATTO DI LOCAZIONE?

Tutto dipende se il conduttore deceduto viveva da solo nell’appartamento.

In questo caso gli eredi possono riconsegnare l’immobile senza necessità di alcun preavviso, in quanto il contratto di locazione cessa nel momento stesso della sua morte. Gli eredi, sono tenuti solo a versare il corrispettivo per il periodo necessario alla riconsegna dei locali.

Invece, se il conduttore viveva con dei familiari, questi subentrano nel contratto d’affitto, che prosegue in capo ad essi. In tal caso, il contratto di locazione manterrà la sua efficacia secondo le regole stabilite.

– Il coniuge subentra anche in caso di separazione consensuale o giudiziale, scioglimento del matrimonio o cessazione degli effetti civili del matrimonio o di nullità del matrimonio. Specie se il giudice gli ha attribuito il diritto di abitazione della casa coniugale o se ciò era previsto negli accordi con il coniuge deceduto;

– gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi.

La convivenza con il conduttore defunto, cui è subordinata la successione nel contratto di locazione ad uso abitativo, deve essere stabile e abituale. Non è pertanto riscontrabile quando l’aspirante successore si sia trasferito nell’abitazione locata solo per ragioni transitorie (ad esempio, per assistere il parente malato nei suoi ultimi giorni di vita).

L’erede non convivente, invece, pur rispondendo degli eventuali canoni di locazione non pagati dal defunto conduttore, non subentra nel contratto di locazione. Infatti, l’erede non avendo alcun titolo per occupare l’appartamento, nei suoi confronti il locatore può agire tramite azione di rilascio (Artt. 605 ss. cod. proc. civ.)

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